Immagine Corporea


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Percezione

IMMAGINE CORPOREA


Per IMMAGINE CORPOREA non s’intende solamente il corpo così come lo vediamo quando ci troviamo davanti a uno specchio, ma anche e soprattutto, la percezione, che abbiamo di esso. Nel dettaglio, si tratta “dell’immagine mentale personale della forma, della dimensione e della taglia del corpo e dei sentimenti che proviamo rispetto a queste caratteristiche e alle singole parti fisiche ".
Esiste la rappresentazione mentale di noi stessi ed è principalmente essa a determinare l'autostima dell'individuo.

Negli ultimi anni, prima le donne e poi gli uomini, hanno sviluppato una preoccupazione eccessiva nei riguardi del corpo. Maschi e femmine, sono sempre più insoddisfatti del loro fisico e lo considerano un nemico da combattere attraverso diete ed esercizio ginnico incessante. Spesso un regime alimentare restrittivo non è utilizzato solo quale strumento per perdere peso, ma anche, per esorcizzare la paura incontrollata di diventare grassi.
Oggigiorno la bellezza è diventata indispensabile al punto tale da innescare il meccanismo di una vera e propria malattia che negli Stati Uniti prende il nome di Body Image Disturbance, ovvero, Disturbo dell'Immagine Corporea.
L'insoddisfazione dell'immagine corporea, la non accettazione di sé, rappresenta un dato nuovo, dalle possibili conseguenze psicologiche devastanti.
Sino a non molti anni fa, il controllo ossessivo del peso era un problema circoscritto al "mondo femminile". Al presente possiamo asserire che, quasi indistintamente, maschi e femmine ricercano un corpo perfetto, atto a soddisfare le proprie esigenze e, in particolar modo, le aspettative altrui.
L'eccessiva importanza riservata all'immagine corporea è frutto dell'errata convinzione che per essere socialmente accettati sia necessario apparire in forma uguale, se non addirittura migliore, a quella dei modelli proposti dai media. E' innegabile che questi ultimi fungono da elementi decisivi per la formazione d’ideali e convinzioni d’ogni singolo soggetto.
La mente umana è portata a credere di non riuscire a reggere un confronto con tali assurdi modelli: cresce così l'insoddisfazione corporea e il senso d’inadeguatezza rispetto a loro.
Una situazione emotiva a tal punto condizionante può dare il via all'insinuarsi di un disturbo di tipo "percettivo" della propria immagine corporea, indipendente dalla forma corporea stessa: in parole semplici, "vediamo" cose di noi stessi che gli altri non vedono. In alcuni casi il singolo, pur essendo normo corporeo, sviluppa una sensazione soggettiva di deformità ed è convinto di essere giudicato dagli altri a causa di questa imperfezione, che lo rende diverso e inferiore.
In casi estremi, il conflitto tra mente e corpo, può dar origine a un vero e proprio disturbo dell'alimentazione, con conseguente controllo del peso mediante pratiche poco ortodosse, quali il digiuno o le condotte compensative.
I confini tra i disturbi della condotta alimentare e quelli relativi all'immagine corporea sono spesso complessi da tracciare. Per stabilire in che modo ci si possa difendere o curare, è importante considerare che possa esistere coesistenza tra i due. La perdita di peso nel tentativo di raggiungere l'immagine corporea ideale rappresenta qualcosa che va oltre alla diminuzione di centimetri o chili. Un aumento ponderale determina sensazioni di frustrazione e auto-svalutazione. Un calo, al contrario, aumenta il senso d’autocontrollo, la fiducia personale e l’autostima. Il successo o il fallimento nella sorveglianza del peso, diviene un simbolo della capacità di dominare la propria vita. La condotta da seguire per non trovarsi intrappolati in una situazione gravosa sta nello sforzarsi di accettarsi, sin da adolescenti, per quello che si è, senza tentare di uniformarsi a un ideale fisico arbitrario e poco definito.

L’IMMAGINE CORPOREA NELL’ADOLESCENTE


L'adolescenza è la fase di passaggio tra infanzia ed età adulta, che ha come momento centrale la pubertà.
Dal punto di visita fisiologico, nonostante vi siano alcune caratteristiche che accomunano ragazze e ragazzi, quali la crescita in altezza o lo spuntare di peli sotto le ascelle e sul pube, esistono delle diversità oggettive, come il mutamento della voce e la comparsa del ciclo mestruale, che possono disorientare maschi e femmine che si apprestano a diventare grandi.
Molti giovani respingono con ribellione questo passaggio e tentano disperatamente di aggrapparsi a un’infanzia che, giorno dopo giorno, sfugge dalle mani.
Nei maschi l'evento più traumatico è la scoperta di un'eiaculazione post erezione: sebbene capiti a tutti, pochi ne parlano, perché prevale l'imbarazzo. Inconsciamente alcuni adolescenti rigettano l'immagine di un corpo infantile che si trasforma in quella di un giovane uomo perché, per loro, è inammissibile adattarsi al fatto che in quanto a maturità fisica, sono ormai in grado di procreare. E’ impensabile immaginarsi padri, quando si è ancora tanto giovani da desiderare in esclusiva, nonostante i normali conflitti generazionali, le attenzioni dei genitori.
Nella maggior parte dei casi questa problematica cessa in breve tempo. Talune volte però, in particolar modo quando l'adolescente non trova un confidente per dar libero sfogo ad ansie e paure, s’innesca un meccanismo di "non crescita psicologica", che può rivelarsi preambolo di un disturbo della condotta alimentare derivante da un’errata e distorta concezione della propria immagine corporea.
Nelle femmine l'evento più invasivo è sicuramente la comparsa del menarca. Con il sopraggiungere delle prime mestruazioni, oltre al riscontro d’evidenti evoluzioni fisiche, cambia a volte radicalmente, anche il metabolismo della giovane e il modo in cui il suo corpo assimila e consuma le calorie derivanti dal cibo. La donna-bambina in questione, spesso scontenta della sua nuova condizione, trova consolazione soprattutto nei dolci.
Come nel caso dei maschi la mancata accettazione della propria crescita ha una durata fisiologica. Può succedere però, e qui è più frequente succeda, che la ragazza s’imbatta in patologie inerenti i disordini alimentari, oppure si fissi su una particolare parte del proprio corpo, incapace di guardarla con obiettività e distorcendone così l'immagine.
Il consiglio per i genitori degli adolescenti, è quello di monitare i figli e, in caso di comportamenti insoliti, rivolgersi quanto prima a uno specialista.


L’IMMAGINE CORPOREA IN GRAVIDANZA


La gravidanza comporta profondi e importanti mutamenti nell'organismo materno che si adatta e prepara a proteggere il nascituro. Durante la gestazione i cambiamenti visibili riguardano peso, seno e utero; quelli meno evidenti comprendono metabolismo, apparato respiratorio, cardiocircolatorio e immunitario.
Nei nove mesi che la separano dal parto, la donna assiste a una rilevante evoluzione della forma corporea: nel primo trimestre le modifiche sono lente, ma con l'evolversi del tempo diventano sempre più rapide. Tanto più veloci sono i cambiamenti a livello fisico, tanto più gli stessi sono da considerarsi fattori di vulnerabilità e di rischio nel contesto di elaborazione dell’ immagine corporea.
Capire cosa accade nei primi mesi, quando le modifiche corporee inizialmente non visibili diventano sempre più importanti, ci consente di fare delle asserzioni su come generalmente è vista e vissuta l’immagine corporea dalla donna in una circostanza di così forte impatto fisico ed emotivo.
Nel periodo centrale della gravidanza, per la maggioranza delle donne l’aspetto esteriore passa in secondo piano e le attenzioni si focalizzano quasi esclusivamente sul feto e sul momento del parto. Questa fase favorisce un miglioramento della percezione dell'immagine corporea. Delicata, invece, è la cosiddetta fase di periodo post-partum, durante la quale la neomamma prende consapevolezza della sua cambiata forma fisica che, a volte, non fosse altro che per il normale peso residuo, teme rimanga invariata.



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