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DISTURBI ALIMENTARI > DISTURBI ALIMENTARI ATIPICI
L’EMETOFOBIA è una patologia che crea nel soggetto che ne è afflitto paura e repulsione nei confronti del vomito. L’individuo è tormentato dall’idea di vomitare, o di vedere altri farlo.
Sebbene alcuni emetofobici soffrano di anoressia nervosa, o di altri disturbi alimentari, la correlazione di questa sindrome con un disturbo alimentare, è quasi sempre errata. Nella maggioranza dei casi, è solo la paura di vomitare a produrre restrizioni alimentari, con conseguente peso corporeo inferiore al normale e non, invece, sentimenti d'insoddisfazione corporea, indicativi per esempio dell’anoressia nervosa.
L’esordio emetofobico avviene in età adolescenziale. Il soggetto inizia a evitare spostamenti con i mezzi di trasporto, in particolare se pubblici, perché teme di essere colto da “nausea improvvisa”, o di vedere qualcun altro in una simile condizione. Con l’andare del tempo, l’emetofobico giunge a un’analisi approfondita e meticolosa del cibo ingerito, che sfocia poi in ossessioni per l'igiene alimentare e compulsioni alla pulizia della cucina.
Quasi in tutti i soggetti subentra la complicanza data dal rifiuto di farsi curare per qualsiasi patologia (anche non correlata al vomito) con dei farmaci che, in quanto tali, presentano proprio il vomito tra le controindicazioni. Il terrore di ammalarsi e dover assumere medicinali diventa a tal punto incontrollabile, da creare un isolamento sociale atto a ridurre al minimo i contatti con chiunque possa esser causa di "contagio".
In età adulta, molte donne, seppur desiderose di diventare madri, rifiutano la gravidanza perché l’orrore per la nausea, che insorge normalmente nel primo trimestre, supera la voglia di avere un figlio.
L'emetofobia può essere divisa in due sottotipi
Tipo da ansia-prevenuta
Ansia+Panico (in alcuni casi Agorafobia). L'Ansia può portare a nausea, che ovviamente concorre a peggiorare il quadro ansioso.
Tipo da nausea-prevenuta
In caso, ad esempio, di propensione al "mal d'auto", vi può essere una reazione fobica alla nausea, che induce ad ansietà e a sua volta può portare maggior nausea, perpetuando la problematica.
Non sembra esserci una specifica causa per lo sviluppo dell’emetofobia, pare però esserci una correlazione con brutte esperienze di vomito (dovute ad esempio a cibo avariato) o con esperienze di abuso nei bambini. Va precisato però, che in tal senso, molto deve essere ancora investigato.
Paradossalmente, i soggetti emetofobici possiedono un’altissima soglia di continenza per il vomito. In pratica, difficilmente riescono a vomitare, anche se malati di coliche renali, appendiciti o, nel caso delle donne, se sono in stato di gravidanza.
E’ consigliabile, per chi si riconosce nel problema, affrontarlo con uno specialista che possa aiutare ad intraprendere un adeguato programma di cura.
Per questa particolare psicopatologia, nello studio di Trieste viene utilizzato un approccio innovativo, già applicato con successo nella gestione dell'Ansia e dell'Ossessione-Compulsione, denominato CAPS© (Computer Aided Psychological Support) .
Per approfondimenti: http://www.emetofobia.info